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L’arte di correre – Murakami Haruki

L'arte di correre

L’arte di correre è una intensa riflessione sulle motivazioni che ancora oggi spingono l’ormai sessantenne Murakami a sottoporsi a questa intensa attività fisica che assume il valore di una vera e propria strategia di sopravvivenza. 
Amo correre, la lettura di questo libro mi ha  trasmesso belle emozioni, entusiasmo ma soprattutto ricarica di energie.  Il romanzo è ben scritto, lo stile è impeccabile, scorrevole, accattivante. Belli anche gli accenni alla musica ascoltata durante gli allenamenti, e i pensieri sulla creatività. Interessante  il parallelismo tra corsa e scrittura. Ed è incredibile come attraverso gli sport, ma soprattutto attraverso la corsa estrema – considerata, a ragione, la sublimazione della fatica – si possa prendere coscienza delle potenzialità del proprio corpo e della propria mente fino a raggiungere e conoscere, oltre ai propri limiti fisici, anche quelli mentali. Bella la citazione finale finale in cui Murakami ammette che potenziare le sue capacità fisiche, gli è servito e gli serve tuttora anche per poter dare il meglio di sé nella scrittura.
Una piccola precisione per quello che riguarda la traduzione del titolo. Il titolo originale sarebbe “What I Talk About When I Talk About Running ” e si traduce letteralmente come “Ciò di cui parlo quando parlo di corsa”. Comunque, tralasciando questo piccolo particolare, il romanzo è bellissimo.

Proprio nello sforzo enorme e coraggioso di vincere la fatica riusciamo a provare, almeno per un istante, la sensazione autentica di vivere. Raggiungiamo la consapevolezza che la qualità del vivere non si trova in valori misurabili in voti, numeri e gradi, ma è insita nell’azione stessa, vi scorre dentro.

 Estratto:

Se mi chiedessero qual è la qualità più importante per uno scrittore dopo il talento, direi senza esitazione la capacità di concentrazione. La facoltà intellettuale di riversare tutto il talento di cui siamo dotati, intensificandolo, su un unico obiettivo. Chi non è capace di fare questo non riuscirà a portare a compimento nulla di buono. Invece usando in maniera efficace l’energia mentale, in una
certa misura si compensa un talento carente… Dopo la capacità di concentrazione, viene la perseveranza….

Per fortuna la capacità di concentrazione e la perseveranza, al contrario del talento, con l’allenamento si possono acquisire e coltivare, anche potenziare. Si svilupperanno naturalmente esercitandosi ogni giorno a stare seduti alla scrivania e a focalizzare la propria attenzione su un punto… questo processo è simile all’allenamento muscolare. Bisogna inviare di continuo al nostro organismo, e farglielo assimilare bene, il messaggio che ci è necessario scrivere senza interruzioni, lavorare concentrandoci giorno dopo giorno. Poi gradualmente spostare il limite più in là. Aumentare a poco a poco, in modo quasi impercettibile la quantità. E’ sempre lo stesso processo, che si tratti di scrivere o di irrobustire i muscoli e trasformare il nostro corpo correndo quotidianamente. Stimolarsi e perseverare. Stimolarsi e perseverare. E’ ovvio che occorre molta pazienza. Ma si tratta solo e semplicemente di questo.
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Proprio nello sforzo enorme e coraggioso di vincere la fatica riusciamo a provare, almeno per un istante, la sensazione autentica di vivere. Raggiungiamo la consapevolezza che la qualità del vivere non si trova in valori misurabili in voti, numeri e gradi, ma è insita nell’azione stessa, vi scorre dentro.

Da: “L’arte di correre” di Murakami Haruki – Traduzione di Antonietta Pastore