IL piacere di leggere

sono libri, leggici dentro fin che puoi (Cesare Pavese)

Alice Munro (Foto)Voglio che la scrittura mostri come sono complicate le cose e sorprendenti. Voglio emozionare i lettori, ma senza trucchi. Voglio che pensino sì, quella è vita. Perché è la reazione che ho io di fronte alla scrittura che ammiro di più. Una sorta di meraviglioso sbalordimento... 

Alice Munro


Alice Laidlaw nasce e cresce in un paesino dell’Ontario.
Nel 1949 vince una borsa di studio di due anni all’University of Western Ontario. Ha solo 35 centesimi al giorno per nutrirsi: un caffè e un panino, o poco altro. Per guadagnare dona il sangue, fa la cameriera, la raccoglitrice di tabacco e l’impiegata di biblioteca. Sono anni duri, ma li vive con gioia.
In biblioteca incontra James Munro, proveniente da una famiglia dell’alta borghesia, con una carriera di avvocato davanti a sé. Si sposano, contro il parere dei genitori di lui.
James è il suo primo estimatore, fin dall'inizio la considera una scrittrice straordinaria e la incoraggia a continuare. 
Nel 1959 scrive La pace di Utrecht, un racconto in cui narra del difficile rapporto con la madre invalida, e della sua morte. È la sua svolta.
I suoi racconti iniziano a uscire nelle riviste e nel 1969 La danza delle ombre felici, la sua prima raccolta di racconti, vince il Governor General's Award, massimo premio letterario canadese. Negli anni, con l’accrescersi della sua notorietà, la scrittura diventerà una fonte di guadagno per Alice, che le consente un margine di indipendenza economica.
Il matrimonio con Jim negli anni si logora, decidono di separarsi nel 1972. Alice ha 40 anni, sono gli anni Settanta, ritorna in Ontario e inizia a insegnare scrittura creativa nei college. Ritrova, per caso, un suo compagno di università, Gerald Fremlin, riallacciano i rapporti e si sposano nel 1976. Dagli anni Settanta in poi Alice Munro ha pubblicato i suoi racconti nelle più prestigiose riviste in lingua inglese, e raccolte di racconti regolarmente ogni 4/5 anni, indagando le relazioni umane attraverso la lente della vita quotidiana. La figlia Sheila nella sua biografia della madre ha detto «É una grande osservatrice di esseri umani, si chiede sempre il perché degli atti della gente comune, cosa li spinge a fare le loro scelte». Alice Munro è convinta, come Virginia Woolf, che per compiere questo dovere nella scrittura «si deve prima uccidere l’Angelo della casa, l'ombra della donna ideale vittoriana, sacrificata, buona e pura». Non è una sfida facile; parlando del suo lavoro, lo descrive come difficile, ma possibile se si lavora abbastanza duramente e a lungo. Nei suoi racconti Alice Munro racconta storie di persone comuni alle prese con la vita di tutti i giorni; che pensano al passato o al futuro, affrontano le situazioni o le subiscono, cercando di dare senso alla propria vita, alle proprie scelte e alle proprie azioni. La sua scrittura può sembrare semplice ma, come hanno sottolineato molti critici paragonandola a Čechov, è quella semplicità che necessita di anni e anni di lavoro e di riscrittura per fluire limpida sulla pagina, e che dà vita a una trama di pensieri atti e proiezioni dei personaggi che si muovono abitando una costante distanza da quelle parole, che pure è proprio lo spazio della scrittura. È quella semplicità che nasconde la complessità dell’essere umano, a cui si giunge quasi senza accorgersene, trascinati dalla storia; lampi di conoscenza, vere e proprie epifanie, che possono illuminare per un attimo l’esistenza dei suoi personaggi e forse anche la nostra esperienza, le nostre scelte.
Alcune pubblicazioni: Chi ti credi di essere?, 1978, ha vinto il Governor General's Literary Award, Il sogno di mia madre (2001), Nemico, amico, amante... (2003), In fuga (2004), Il percorso dell'amore (2005), La vista da Castle Rock (2007 e 2009), Segreti svelati (2008), Le lune di Giove (2008), Troppa felicità (2011), La danza delle ombre felici (2013).

Da: enciclopediadelledonne.it (Cristina Carnelli)

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